SEO mobile: 10 consigli per un sito compatibile con Google Mobile First

Le strategie di SEO mobile sono diventate vitali da quando il primo indice di valutazione di Google è diventato il contenuto mobile del sito.

Il cambiamento è in atto e nessuno può fermarlo, si diceva da tempo ma ora è ufficiale: la SEO mobile diventa il perno su cui ruoterà il web marketing nei prossimi anni. Dopo l’annuncio di Google, che comunicava con un post sul suo sito ufficiale il passaggio ad un modello Mobile First per l’indicizzazione dei siti web, è iniziata la corsa all’ottimizzazione delle pagine secondo criteri mobile-friendly. Alcuni erano pronti da tempo al cambiamento, cioè da quando (parliamo di aprile 2016) l’algoritmo di Google ha utilizzato la cosiddetta mobile-friendliness come segnale di ranking. Da segnale, ora è diventata una conditio sine qua non. . Se il sito non è responsive, un contenuto, buono che sia, non servirà ad ottenere un posizionamento SEO di successo.

Ecco allora dieci consigli per rendere un sito compatibile con l’indice Mobile First:

Mobile-Friendly Test: il primo controllo

Sia le agenzie web che gestiscono più clienti sia i piccoli proprietari di un business possono subito verificare se le pagine di un sito passano il test di Google, accendendo all’apposito tool Mobile-Friendly.

Il procedimento è molto semplice perché basta inserire, una alla volta, le pagine più rilevanti del sito per ottenere un responso: può essere dispendioso a livello di tempo, ma sicuramente utile per capire cosa non va e cosa va implementato. Meglio perdere qualche ora subito ed evitare, tra qualche mese, di scoprire che il rank del sito è calato vertiginosamente a causa dell’incompatibilità con l’indice Mobile First.

Se il sito non è mobile-friendly, il consiglio è quello di attuare una strategia che preveda l’implementazione di pagine AMP e il passaggio ad un design responsive.

2. Aggiornare il contenuto mobile affinché corrisponda a quello desktop

Se il sito mobile è separato da quello desktop è bene eseguire un controllo incrociato tra i due contenuti pubblicati. Molti siti mobile hanno un contenuto così leggero da mantenere la velocità di caricamento elevata, ma con l’avvento dell’indice Mobile First, a differenza di contenuto tra desktop e mobile potrebbe causare perdita di traffico.

Il consiglio è quello di non modificare gli URL canonici al mobile, perché Google li utilizza come guide per le ricerche utenti desktop o mobile.

3. Rimuovere i contenuti nascosti nei Tab e negli Accordion

L’indice Mobile First tiene conto dei contenuti nascosti nei widget Tab e Accordion; se sono visibili non ci sono problemi, ma a volte accade che gli sviluppatori nascondano il contenuto nelle versioni mobile per rendere il design più snello e pulito. Un approccio SEO mobile prevede di cercare, ed eventualmente rendere visibili, i contenuti a tutti gli utenti, sia desktop che mobile. Un testo non accessibile agli utenti va infatti contro le linee guida di Google e può provocare una perdita di traffico con il nuovo metodo di indicizzazione.

4. Aggiungere dati strutturati alle pagine in versione mobile

Molto spesso, soprattutto prima, quando la SEO mobile non era presa così in considerazione, i webmaster dimenticavano, o tralasciavano, un passaggio importante: aggiungere i dati strutturati, implementati nelle versioni desktop di un sito, alle pagine mobile. Con la nuova indicizzazione il passaggio è diventato necessario se si vogliono mantenere i dati strutturati.

5. In caso di mancanza di pagine mobile, utilizzare AMP

AMP, il progetto open source di Google, permette di creare contenuto mobile facilmente e di lanciarlo istantaneamente e per questo motivo vi si può ricorrere nel caso in cui non ci siano tempo o competenze per realizzare delle pagine per il sito mobile. Google utilizzerà la versione AMP per l’indicizzazione, anche se non è presente una versione mobile-friendly.

Tuttavia, questa tecnica non è valida se il sito mobile è del tipo m.site e il contenuto primario è in parte omesso (alcuni lo fanno per aumentare la user experience), mentre quello delle pagine AMP è equivalente al contenuto primario del sito desktop; Google andrà ad indicizzare il sito m.site prima delle pagine AMP. Le parole chiave presenti in quest’ultimo contenuto verranno così trascurate.

6. Mantenere il sito desktop ottimizzato per altri motori di ricerca

Anche se la maggior parte del traffico proviene da Google, non vanno dimenticati gli altri motori di ricerca. Bing (Microsoft) è il principale concorrente del Colosso di Cupertino, è utilizzato soprattutto negli Stati Uniti e ha comunicato, tramite Christi Olson (Bing Evangelist di Microsoft), che non adotterà la valutazione basata sull’indice Mobile First. Come ha affermato la Olson: ˵A Bing utilizziamo un unico indice, ottimizzato sia per mobile che per desktop, per assicurare ai nostri utenti di continuare a ricevere i risultati più rilevanti ovunque essi si trovino˶. Quindi, per Google è necessario seguire una strategia SEO mobile ben definita, mentre per gli altri motori di ricerca, Bing su tutti, è meglio mantenere la strategia desktop.

7. Continuare con la stessa strategia di link building

Gary Illyes (Webmaster and Trends Analyst di Google) non si è scoperto circa il modo in cui i link verranno interpretati nella versione mobile; ha posto il problema, più futuro che attuale, dovuto al fatto che gli utenti non linkano sul mobile come fanno con il desktop. Anche se ci troviamo di fronte ad un momento di transizione per quanto riguarda l’indicizzazione di Google, fare link building per le pagine desktop rimane una strategia SEO vitale per un posizionamento di successo.

8. Verificare i sottodomini nella Google Search Console

I sottodomini fanno venire la pelle d’oca ad ogni SEO Specialist: è tanto lavoro per un minimo ritorno. Se il sito è responsive non ci sono problemi, in caso contrario è necessario controllare su Search Console i sottodomini per verificare che Google li consideri appartenenti allo stesso dominio e non come domini differenti.

9. Ottimizzare la SEO mobile on-site

Con l’avvento del nuovo indice di Google è meglio ripensare la propria strategia on-site dal tag title gli header H1. Per esempio, i tag title hanno lunghezze diverse su mobile e su desktop: nel primo caso i caratteri massimi sono 78, nel secondo 70. Bisogna ricordare che l’obiettivo è proporre agli utenti qualcosa che desiderino cliccare e un titolo tagliato non giova sicuramente alla user experience. Google consiglia anche di controllare il sito mobile con il proprio tester dei file robots.txt per essere sicuri di non bloccare Googlebot.

10. Mantenere elevata la velocità di caricamento

La velocità è diventata un fattore determinante per le strategie di SEO mobile, al punto che se il caricamento di una pagina mobile dovesse aumentare anche di un solo secondo potrebbe essere possibile perdere il 9,4% delle visualizzazioni della pagina, aumentare del 9,3% il bounce rate e ridurre del 3,5% le conversioni. Dati che sembrano assurdi, ma in realtà sono attendibili se si pensa che l’utenza mobile è oggi per lo più giovane, frenetica, vuole tutto subito, non è disposta ad aspettare e spesso ha necessità di reperire informazioni come indicazioni stradali, numeri di telefono e indirizzi in un breve lasso di tempo (ad esempio quando si è in macchina o per strada alla ricerca di una farmacia o di un supermercato).

 

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