 | Le nuove tecnologie: Tsunami virtuale per le famiglie italiane |
Anonimo Scrivere "Un'anonimo ci posta il seguente articolo:
Personal computer, videotelefonini, web Chat ed Mp3 restano ancora oggetti misteriosi per gran parte dei genitori italiani: un’arretratezza non percepita come inopportuna o pericolosa, proprio come l’irreale silenzio del mare prima dello tsunami
Di Alessandro Maria Fucili
continua.....
L’Italia resta lontana dalle nuove tecnologie, pigra e sonnolenta, convinta forse che la storia non possa essere segnata da apparecchi tecnologici così delicati e sofisticati. Apparecchi che invecchiano dopo appena 3 mesi. Il computer, per la gran massa degli italiani, è poco più di un televisore, o al massimo una grande memoria di dati utili per la conduzione di una azienda. Neppure l’inevitabile utilizzo in molte Amministrazioni Pubbliche, di computer ed attrezzature tecnologicamente molto sofisticate, hanno prodotto un risultato soddisfacente sotto il profilo dell’innalzamento medio della competenza nell’uso delle tecnologie. Per questo, i computer per la navigazione sulla rete internet, palmari e portatili che consentono la navigazione in remoto, in macchina e comunque lontano da una tradizionale postazione di lavoro, non vengono considerati se non lussuosi e costosi giocattoli tecnologici. In questa mia analisi sto facendo riferimento all’italiano adulto medio, non al mondo magmatico dei giovani o dei giovanissimi. Arretratezza ed ignoranza italica Infatti l’arretratezza culturale verso le nuove tecnologie, è fatto consolidato, nel Bel Paese, anche e soprattutto nella sua classe politica, così incapace di coglierne gli aspetti intrinsechi enormemente positivi e che garantirebbero risparmio e qualità alla vita media di molti italiani. Se pensate che nel Senati della Repubblica solo il 7% dei senatori è capace di scaricare la Posta Elettronica e che solo un altro 20% la fa scaricare ai propri collaboratori, oltre il 70% non sa che cosa farsene delle e.mail continuando a lavorare con arcaici fax in andata e ritorno. Alla Camera dei Deputati non andiamo molto meglio visto che non superiamo il 50% nell’uso della posta elettronica e nell’uso di internet per ricerche ed informazioni. Moltissime Pubbliche Amministrazioni non conoscono l’uso di gran parte delle attrezzature tecnologiche che comprano, e che quindi restano inutili soldi sprecati. L’idiozia tecnologica arriva anche a renderci risibile pessimo esempio europeo: il famoso Portale www.italia.it , che avrebbe dovuto lanciare il prodotto turistico italiano nel mondo, voluto da Berlusconi e realizzato da Prodi, con delega al ministro Rutelli, è costato 21 Milioni di €, ma non ha mai funzionato. Il Dirigente del Ministero alle Nuove Tecnologie, tale Caruso Esposito , ha dichiarato che per farlo ripartire servirebbero altri 9-10 milioni di €uro. Peccato che un Portale come quello di www.Italia.it può al massimo costare 60-100 mila €uro: in sostanza è come se una Panda di 15 mila € fosse stata pagata 18 milioni di €uro. Sul dove siano finiti quei milioni chiaramente mai spesi, nessuno si è ancora posto domande, ma la bestialità dichiarata dal Ministro Rutelli e poi dal suo Dirigente, la dice lunga sulla percezione che si ha in Italia delle tecnologie, visto che si arriva ad attribuirgli valori assolutamente fuori luogo. Se le nuove tecnologie sono vissute così inadeguatamente dalla gran parte degli italiani adulti, appare evidente come la loro incompetenza non permetta una funzione educativa, di guida, direi anche di filtro, per i propri figli verso le stesse. Insomma, incompetenti ed inadeguati a svolgere quella funzione educativa fondamentale anche e soprattutto nell’uso di internet se non addirittura dei videotelefonini collegabili alla rete via bluetoot e wifi. Lo Tsunami virtuale Le famiglie italiane hanno vissuto e vivono tutt’ora l’arrivo delle nuove tecnologie subendone pesantemente l’intrusione domestica, senza aver colto che l’era virtuale è arrivata silenziosa e tremendamente potente in casa propria. Con la forza di uno tsunami virtuale, l’uso del computer e dei telefonini collegati alla rete, ha cambiato radicalmente le abitudini e le relazioni sociali dei nostri figli. Una tecnologia fine e complessa, estremamente utile ed innovativa, potente e senza limiti ma che deve essere maneggiata con cura, con attenzione, senza fretta e con estrema maturità. Ma che maturità possono avere dei bambini delle scuole elementari che chattano regolarmente su MSN senza alcun controllo dei genitori? Che maturità e che attenzione possono avere i preadolescenti che giocano nei tantissimi giochi di ruolo e nelle variegate community virtuali dove una e.mail ed un nome di fantasia ti fanno incontrare anche 150.000 utenti on line contemporaneamente? Le risposte specifiche sui rischi che si corrono sono reperibili, sempre su internet, dalle statistiche e schede che la Polizia Postale e delle Telecomunicazioni stila sui contatti rischiosi e sui veri e propri reati di coloro che hanno gettato un’esca attraverso le Chat, i Forum o le Community virtuali. Che antidoti utilizzare allora per vivere le nuove tecnologie con serenità? Alcuni consigli sempre utili: - Formazione, anche autodidatta, meglio ancora se utilizzando i tanti corsi gratuiti per l’approccio al Computer ed ad Internet che vengono svolti con i finanziamenti delle Provincie - Navigazione sulla rete con i vostri figli se piccoli: meglio ancora se svolta prima da voi per coglierne le caratteristiche degli altri frequentatori. Personalmente non reputo opportuno, tantomeno necessario ed educativa, la navigazione degli infra 11enni, ma ormai anche loro sono appassionati intarnauti - Installazione di adeguati “filtri”, fire-wall e similari per limitare la navigazione in siti a rischio di pornografia (ce ne sono a milioni purtroppo) - Continua verifica degli ultimi link visitati e dei “dati recenti” lavorati dai giovanissimi - Dialogo con i propri figli su quali siano le cose che attraggono e piacciono nell’uso della rete Il buon senso, come in ogni situazione, rappresenta il miglior modo per affrontare un mondo così impalpabile. Certificazione Digitale? L’uso dei telefonini appare invece molto più problematico, ma solo se il contesto frequentato dai minori, è di già complesso, a rischio o nella fase del desiderio della trasgressione, tappa spesso “dovuta” nel passaggio tra preadolescenza ed adolescenza. Il telefono, ormai divenuta macchina digitale o videocamera digitale, con una definizione dei particolari eccezionale, viene utilizzata come testimone oculare per ricordare concerti, feste, momenti belli insomma. Un database sempre a portata di mano, utile anche per la registrazione audio di una conferenza di alcune ore. Ma lo stesso strumento è divenuto, e sempre più spesso accade, il mezzo per certificare stupidaggini , bravate, fino addirittura ad atti di teppismo e reati, come il pestaggio di poveretti indifesi o la distruzione di oggetti. Il tutto viene poi riversato on line su alcune piattaforme digitali free che non controllano la qualità delle immagini diffuse. Ma c’è di più ancora: spesso con la inconsapevolezza della giovanissima età, anche a soli 12-13 anni, i primi rapporti sessuali, spesso veloci ed acerbi, vengono dettagliatamente ripresi o fotografati per tenerli come ricordo. Svanita la sbornia amorosa, anche questi diventano trofeo da esibire e così i momenti intimi di moltissimi, a dire il vero anche non dei giovanissimi, planano senza pietà nelle piattaforme digitali di video. E magari ci trovi tua figlia che sei appena andata a prendere alla scuola media. Insomma, più che strumentazioni o tecnologie pericolose, queste ultime rappresentano spesso solamente l’amplificatore, la finestra virtuale alla quale vengono esposte tutte le “nostre abitudini”, siano esse pubbliche o private, siano esse onorabili oppure deprecabili. Nella nota vicenda del gruppo di adolescenti che ha avuto rapporti sessuali di gruppo con una tredicenne consenziente, ma certo non consapevole, lo strumento che ha permesso di fermare questo menage sociale, fu un video di un rapporto di questa ragazzina, visto dalla mamma nel suo cellulare. I rapporti si consumavano nel parco pubblico nel centro di un quartiere popolare di Ancona, ma anche al campo scuola della parrocchia; tutti sapevano e nessuno parlava. L’omertà è stata rotta proprio “grazie” ad uno di quei mostruosi filmati che il gruppo poi esibiva come blasone di competenza sessuale. Il video ha denunciato il gruppo: la tecnologia ha fermato il reato. Ma la lezione più dura ed inclemente di quella squallida vicenda fu la reazione delle famiglie dei ragazzi che avevano i rapporti con la ragazzina: una ridda vergognosa di accuse ed intimidazioni alla ragazzina ed alla sua famiglia, fatta da “famiglie normali”, piccolo borghesi, tutte rigorosamente cattoliche, tutte protese a proteggere i propri figli. Un Blog per tutti Internet è un grande mondo virtuale, la proiezione di quello fisico, e dove convivono tante meravigliose informazioni con ignobili porcherie: e come in un enorme biblioteca siamo solo noi, coscientemente e consapevolmente, a girare, scegliere, cambiare porta, stanza, area, pagina. L’esperienza del comico Beppe Grillo dimostra come, con uno strumento di poche centinaia di euro, un Blog, si possa comunicare con efficacia e con libertà con milioni di persone. Dando alle stesse la possibilità di dire la propria opinione in tempo reale. Oppure come un evento così tragico, come l’11 settembre di New York, possa essere analizzato e comunicato senza l’uso di mezzi di informazione ufficiali, fino ad evidenziarne i tanti incongrui elementi e mettere in crisi addirittura la credibilità dell’Amministrazione della Presidenza Americana che ne ha taciuto e negato evidenti incongruenze. Un potenziale meraviglioso e virtuale I nostri figli hanno quindi un potenziale concentrato di informazioni che mai noi avremmo potuto credere neppure esistesse: ce le hanno a casa addirittura, praticamente gratuitamente. Ma è la nostra incapacità ad utilizzare questo meraviglioso mondo virtuale a non permettere ai nostri figli la serena ed adeguata fruizione di questa straordinaria cava di sapere. Un giovanissimo non potrà che apprendere quello che gli viene proposto: e poiché in Italia esiste una concezione del virtuale solo legato al ludico fine a se stesso, gran parte dell’uso che i minorenni fanno delle nuove tecnologie è solo epidermico ed immaturo. Rispecchia, insomma, ciò che la TV di Stato, la Rai, e le tante altre commerciali, propongono. Ricalca il modo scriteriato e di basso profilo morale e professionale che i nostri politici ed amministratori hanno. E’ infatti opportuno riprendere il 12enne che riprende con il videofonino il proprio rapporto sessuale: ciò è inopportuno e riprovevole. Ma che dire del portavoce del Presidente del Consiglio, che viene insignito di tale carica il giorno dopo essere stato sorpreso ad adescare a pagamento travestiti per i viali di Roma? Tutto appare relativo in Italia, ed ormai privo di valore e significato. Ma resta in me la convinzione che questo tsunami virtuale ha portato anche tanta informazione e tanta libertà e per questo, ancor più , va accolto con maturità e rispetto. Alessandro Maria Fucili Direttore Ce.I.S. Ancona ONLUS Responsabile www.LoretoBambino.it Questo testo è in regime di Copyleft: la pubblicazione e riproduzione è libera e incoraggiata purché l’articolo sia riportato in versione integrale, con lo stesso titolo, citando il nome dell’autore e riportando questa scritta.
Nota: In effetti l'ho inserito perchè lascia adito ad osservazioni, dunque
non esitate a rispondere al presente articolo ma.....per favore....non
rimanete anonimi."
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